Come un albero.

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Da secoli la continuità di una stirpe nel tempo è stata rappresentata con l’immagine dell’albero, che simboleggia il legame tra il passato (radici, avi) e l’avvenire (germogli, discendenti).”

R. de Bernart e F. Merlini (2001)

Mi faccio infinitesimamente piccola e mi tuffo nella linfa, per procedere nel viaggio a ritroso da foglia, ramo, tronco e ancora più giù,  sino alle mie radici, sino a sprofondare nella terra, mondo sommerso di fango e vermi, brulicante di vita. Ci provo. Mollo la presa e mi lascio andare. In realtà ho spesso provato un sentimento di appartenenza con qualcosa di antico, ancestrale, remoto, tanto che il soffermarmi a nonni e antenati  mi è spesso sembrato del tempo inutile. Invece ora, passo dopo passo, mi ritrovo con il week end prenotato da mesi per il mio appuntamento con il genogramma. Pochi giorni ancora e neppure uno straccio di informazioni recuperate. Mi trascino senza forzarmi, mi dico che anche questa inerzia avrà un significato, un motivo. Ma intanto sono in viaggio, lo sento, rotolo a testa giù e sento già le vertigini procurarmi la nausea. Amo la terra, camminarci e sprofondarci, anche nel fango, a piedi nudi. Ma la testa no, entrarci dritta con la testa mi procura male fisico anche solo nel pensarci. Rotolano le immagini, lembi di qualcosa di già visto,  mai afferrate. Mentre rotolo perdo abiti, capelli, ciglia e unghie. Sono sola e chiudo gli occhi.

Troppo, nella mia vita, si ripete. Stessi incontri, percorsi. Mi fan male spesso le stesse cose. Continua a venirmi a mancare quel che pare sotto il naso. E se qualcosa si ripete, mi son convinta, è perché si tratta di qualcosa di non risolto. Mantenere il controllo, non mi è utile. Tentare un appiglio, non è servito. Mollo la presa e mi lascio andare.

Mi sovviene un frase di E. De Luca: “Si cresce tacendo, chiudendo gli occhi ogni tanto, si cresce sentendo d’improvviso molta distanza da tutte le persone.”

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3 Pensieri su &Idquo;Come un albero.

    • Cause esterne…mah…l’esterno si permea in noi per vie poco note e diviene interno…permeando a sua volta l’esterno che ci circonda…una spirale…
      non so Marta, non ho le idee chiare in merito, ma voglio dare un’occhiata. vedremo che sarà.

  1. Penetrare nel nostro interno, scavare a mani nude nella carne, rovesciando la pelle ,gli occhi e la bocca dentro se stessi, sprofondare sempre più giù , cercando le nostre radici più profonde , che ci hanno fatto crescere e ci hanno nutrito con la linfa vitale, che ha forgiato le nostre caratteristiche fisiche e caratteriali , i vizi , le virtù e le manie….tutto nasce da lì e si dirama dal passato al presente e dal presente al futuro…nulla sfugge c’è una spiegazione per ogni cosa anche la più banale…. buon viaggio a ritroso

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