Fatti fare una foto, poi guardati.

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Son giorni e giorni che mi dibatto in un’intuizione di fragilità che mi intenerisce e  infastidisce nello stesso tempo. Da che ascolto, e agisco, secondo le sensazioni del corpo (senza ‘capire’ pertanto il perché delle cose), scopro blocchi e limiti inattesi che mi indispettiscono. Mi si è detto, con dolcezza: ‘Puoi concederti di esser fragile, dov’è il problema?’ e le parole mi hanno fatto sbandare, sentire naufraga. Probabilmente è una fragilità concreta, non di quelle che ogni tanto tiro fuori per mitigare l’apparenza , per richiedere attenzione, per (ahimè, forse) manipolare. Mi sento come dentro panni non miei, come quelle (poche) occasioni nelle quali ho indossato abiti e trucco per sentirmi ‘femmina’, oltre che donna, sentendomi ‘sbagliata’ nonostante gli sguardi di approvazione. Eppure sono femmina – giuro che sì! – eppure sono fragile – non è da ora che lo so!.
Questa foto è di due giorni fa. Per la prima volta in otto anni, ho avvertito disagio sotto i miei colori. E’ stato un attimo, fuggente, che pure mi ha fermato in quel che facevo. Poi la mattina è andata avanti, quell’ombra la sentivo sovrastare, mi son tenuta in disparte. Infine è passato un amico, ha scattato delle foto e ieri me le ha girate. Mi guardo…e sembro un’altra persona rispetto a quel che credevo di sentire domenica. Sorridente, rilassata, ‘dentro’ il momento. Questo è quel che le immagini rimandano.
E allora? Dove sono? Fuori o dentro? Cos’è questa apparente discrepanza? Quante volte, pur non fingendo, comunichiamo all’esterno qualcosa che non ci appartiene…o forse percepiamo di noi qualcosa che non è?
Non ne capisco più nulla…

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13 Pensieri su &Idquo;Fatti fare una foto, poi guardati.

  1. Mi dissero una volta: “Sei sempre sorridente, come fai?”. Avevo vent’anni e già un vuoto immenso dentro, ma non traspariva e per questo quella frase. Non ricordo cosa risposi. Io so che se sto male in mezzo agli altri ciò non traspare quando io voglio che non traspaia, perché se mi rendo conto che è evidente mi chiudo nel mio guscio e tendo a starmene da sola. Se la malinconia o quello che ci prende in mezzo agli altri mentre facciamo qualcosa che ci piace, secondo me riusciamo a gestirla molto meglio rispetto a quando ci prende da soli…

    :-*

  2. Eh già…certo che vedersi da fuori è comunque abbastanza spiazzante, a me non pare di esser una che nasconde, direi anzi di esser al punto di affermare che non m’importa proprio il farlo…è che, secondo me, talvolta,. è la percezione di noi stessi ad essere distorta.
    E poi, ritornando al tuo intervento, mi chiedo: perché non dover far trasparire la malinconia, se c’è? Cosa ci toglie, o aggiunge, il manifestare un sorriso che nel momento può non esprimerci? Cos’è questo dover alleggerire intorno mentre dentro il peso è grande?

  3. A volte mi capita di essere dentro e fuori contemporaneamente. Magari triste o gravata per i fatti miei, ma anche sorridente perché quel momento, quella situazione mi portano un sorriso. E l’uno non esclude l’altra. Siamo complessi e teniamo insieme le contraddizioni. Vissuti opposti possono convivere senza mischiarsi, senza che uno mitighi l’altro.

  4. Fai la clown per divertire la bambina che è in te?
    O sei la bambina che insegue ancora le bolle di sapone?
    In entrambe i casi la fragilità ti sta a pennello, perché non sei una debole.
    Un Si per te.

    • …c’è una bambina in me? Chissà…. Aver creato questa associazione, è parte del mio viaggio. E se non si va di fretta, il clown concede il privilegio dello stupore anche in concomitanza del buio.
      Detto ciò…confermo: impazzisco per le bolle di sapone 🙂

  5. E che in realtà siamo tutto quello che siamo…non fingiamo ma siamo quello che gli altri vedono e siamo come noi ci sentiamo…capisco che il discorso è un pò contorto, ma sto imparando a districarmi anche io in questi anni…concentrata nel capire che ciò che gli altri vedono non è mai ciò io vedo spesso mi perdo nei molteplici punti di domanda…un giorno un’amica cara mi disse…”sei la persona più triste che io conosca”….il che è difficile da immaginare per chi ha a che fare con me…non smetto di far cagnara e sono sempre rimasta la burlona che ciondola la testa mentre parla e saltella mentre cammina…eppure io mi sono sentita capita per una volta nella vita…ho capito che qualcuno aveva letto dentro di me quello che io non manifestavo fuori…e che in realtà sono un comico che ridendo racconta il drammatico di se….questo mi aiuta ad andare avanti….io sono tutto quello che vedete e anche quello che non vedete…. non so se mi sono spiegata!!! perchè come al solito mi perdo, mi perdo sempre ma poi mi ritrovo ve lo giuro… 🙂

    • oh bene Lory…io son dovuta arrivare quasi a 50 anni per iniziare a piacermi, ti prego non metterci tanto anche tu!!!
      ma in queste foto (tu che hai visto le altre su fb), mi colpisce non tanto il piacermi, quanto l’aria assolutamente tranquilla e ‘centrata’ con quel che facevo, mentre ero convinta che trasparisse altro.

  6. in questa foto come in tutte le altre quello che si percepisce è che tu e la bambina siete nello stesso stato di “grazia”.tanto è vero che tu ti sei inginocchiata per fare le bolle, ti sei messa al suo stesso livello… non possiamo che essere contagiati dalla naturale e pura allegria che solo i bimbi hanno….tu sei una meraviglia da guardare e da ascoltare e da leggere….quando ti vedo il sole…se poi guardo nei tuoi occhi ci vedo anche le nuvole…..non so se mi sono spiegata? 🙂

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