E’ bastato un accenno a fine pranzo, sopra la buona seadas alla nutella. Quel: “Piuttosto…sai che ho visto A.? Stanno smantellando l’azienda in città e lo hanno spedito a Roma, stesso stipendio, ma costi tutti a suoi carico, mansione inferiore, non si sa neppure se tra sei mesi il tutto sarà confermato. Inoltre per quel problemino al cuore, non può più seguire quella sua passione (..)”.

A. l’ho frequentato per un paio di mesi e quel che ho capito di lui è che la sua forza, l’autostima, il suo vivere si concentravano nel lavoro, nel suo ruolo all’interno dell’azienda, e nell’attività che svolgeva nel tempo libero, dove era considerato il numero uno a livello nazionale, con frequenti viaggi e riconoscimenti. Mio coetaneo, in fuga per stanchezza da una relazione decennale ferma e stantia da qualche anno, con una compagna trovatasi suo malgrado a fargli da sorella e spalla nei suoi umori alterni. ‘Sento di aver bisogno di crescere, cambiare’, così mi diceva. Pezzo per pezzo, scoprii che di fatto ancora conviveva, che la rottura era da appena poco più di un mese, che continuava a stare nella stessa casa perchè ‘se non sta bene, che se ne vada lei.’ Cambiare un’ala con un’altra, senza metterci in mezzo il tempo per capire, ascoltarsi, voltare pagina, per far spazio. Forse questo intendeva, col ‘cambiare’. Scoprii in una sera che se si discute, si deve essere puniti. Col silenzio. Che chi sta nel giusto ha sempre ragione. Che una donna DEVE sentirsi gratificata per il solo fatto di esser portata in un posto bello e caro per il week end. O perché si fa sesso con desiderio. O perché lui lavora, viaggia ed esce poi solo con te. Intanto mente sulle piccole cose quotidiane, ha mal di testa quando hai un altro impegno, parla di tutto al telefono con aria leggera mentre ti affanni inutilmente, per fermarlo, per sapere solo come sta, che pensa, che desidera.
Non so…so solo che ho avuto paura. Non avevo tutto questo amore per poterlo prendere per mano, non avevo la voglia per farlo. Mi sembrava tutto a senso unico, senza incroci, senza scelta. Per fortuna. Quando gli dissi che i miei sentimenti non erano quelli necessari per andare avanti, sprangò le sue porte del tutto e gelidamente disse ‘che devo dirti? è già molto se non ti ho invitata ad aprire la portiera e andartene.’. Amen. C’è sempre un amen quanda la goccia trabocca e non puoi più farci niente. Uomo tutto di un pezzo, sparì così, da una mail del mattino piena di mille dolcezze, al silenzio assoluto dopo i cinque minuti in auto che divennero l’addio. Penso di essermi salvata dal desiderio di salvare, capire, aiutare.

Poi questa notizia. E dopo qualche ora già mi arrovello con lo sguardo sul telefonino, chiamo o non chiamo. Con sensi di colpa e dispiacere grandissimo, che neppure quando il lavoro l’ho perso io mi son  sentita così. Mi ha bloccato l’amico comune, che non ha voluto dover passare per quello che spiffera i fatti altrui. Per fortuna. Così ho potuto riflettere e osservare che m’era scattato il solito spirito da crocerossina, presuntuoso schema di comportamento femminile induce nel ritenere di poter salvare gli altri, aiutare, infondere positività, curare. Se mi guardo alle spalle, sembra esserci un filo: tutte relazioni con uomini complessi, da capire, ascoltare, curare. Tutte occasioni per mettere da parte me.   

M’ha preso stanchezza il solo ripensarci. Vado a fare due passi all’aperto, che il cielo col suo apparire sempre uguale eppur mutando, sa suggerire grandezza anche agli sguardi miopi come me.

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4 Pensieri su &Idquo;

  1. Comprendo bene… Lo spirito da crocerossina lo conosco bene, ed è una cosa complessa da maneggiare: è una risorsa preziosa, un talento, un’opportunità, una capacità di relazionarsi con empatia profonda. Ma è anche un’ombra di onnipotenza, di potere, che può far danni, soprattutto a noi stesse.
    Sono contenta che tu sia uscita a fare una passeggiata e a guardare il cielo.
    Ciao, piacere di conoscerti…
    Chiara

    • L’empatia….certo rende la vita mai monotona e gli incontri preziosi. Ma sai quante volte vorrei poterne fare a meno? Per fortuna c’è tanto cielo per sentirsi minuscoli in questo pensare.
      ben trovata Chiara, il piacere è stato mio nel scovarti in questo mare blog.

  2. Eh, cara Pli, ho giusto appena scritto che mi sento impermeabile, che mi faccio scivolare molto dei sentimenti che potrebbero far traboccare il mio cuore, li tengo lì, come compressi. Paura, delusione, stanchezza… direi, forse sano egoismo. Mi preoccupo, magari non ne dormo la notte, ma poi, dato che comunque non potrei far nulla, tiro avanti senza interferire.

    Nessuno merita, per un no, di essere cancellato. Il motivo deve essere ben serio, altrimenti che senso avrebbe la stessa amicizia? Respira buona aria e lascia a se stesso chi non ti ha rispettato. Bacio.

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