Per un pagare un c.c.p. di 25,00 euro.

La fila all’ufficio postale mi ha regalato tempo. Mentre la porta scorrevole si apriva per farmi uscire a fare due passi nell’attesa, la Chiesa stava lì, sull’altro lato della strada, porte aperte. Avevo lei in testa, avevo lei sul cuore. E sono entrata per affidarTela. Da quanto non pregavo? Non so ricordarlo. Io rinnego spesso di aver fede in Te, ma nn nego che Tu possa esserci. E’ che quando Ti ho cercato, non ho saputo incontrarTi. Perché sono ruvida nelle cose importanti, graffio per il bisogno di non illudermi del facile, del comodo.
La croce al centro, i banchi ordinati, luce dai finestroni, poche persone sparse. Mi son inginocchiata, ho chiuso gli occhi, due preghiere due. Mi son resa conto che non sapevo che chiedere. Una guarigione? E che ne so se poi sarebbe la cosa migliore per lei? Ti ho ringraziato e detto ‘fai Tu’. Mi sento come in colpa. Lei operata pochi mesi dopo di me, combattiva più di me, fiera più di me. Otto anni e continui problemi. Il cancro è un compagno ottuso, a volte. Mi sento fortunata. Nell’ultimo anno per lei tre lutti in famiglia e cicli di chemio in sottofondo. Ora terapia intensiva per una broncopolmonite. E sono vigliacca. Perché scrivo, ma ancora non sono andata a trovarla. Mascherina ossigeno, flebo. Non lo merita. QUesto Ti ho detto. Non lo merita. Chi merita cose così? Non lo so, lei no. Forse io, che brucio vita ogni secondo anche quando sembro immobile, io che non faccio controlli, che mi ritengo pronta a tutto e poi non so affrontare il suo viso non truccato, senza foulard colorati ad adornare il viso, le sue gambe senza tacchi, la sua voce improvvisamente stanca.
Mi son seduta sul banco, abbandonando la schiena al legno scomodo. Ripercorro la mia vita, le inquietudini, le delusioni, le preoccupazioni, gli sbagli. Porto le mani sul viso per sentire un po’ di calore, quasi mi addormento. Nel silenzio il sussurro di due anziane poco distanti “Ave Maria…”. Vorrei rimanere così, le mani sul viso, calde, il silenzio con quel sussurro fiducioso. “Te la affido”. Pensa a lei, un po’ di serenità facile, per piacere, Ti prego. Mi sollevo ed esco. Vorrei non sentire il dolore degli altri, non così. Attraverso la strada, ripasso per la porta scorrevole. La fila all’ufficio postale è ancora lunghissima.
Osservo intorno, saremo un centinaio la dentro. Tiro fuori un libro, mi appoggio al muro e mi isolo ancora. Un ragazzo mi urta nel passare, vede il libro e ride, dice “ci si deve organizzare qui, eh”. Rispondo ” è spazio regalato, tutto da non sprecare quello dell’attesa”.
Ho la fortuna di un libretto comprato per istinto mesi fa, che scopro delizioso. Mi lascio coinvolgere, la fila sparisce per circa un’ora. Spariscono tutte le cose che dovrei fare, dire, pensare. E arrivo qui:
“I dolori hanno una chiave di violino per chi è musicista dentro. Una verità può essere colta da un passante, un estraneo può trasmetterla più fedelmente di chi la conosce e patisce. Si stampa a caldo e a caso il dolore degli altri su di noi.” (Erri de Luca-Il contrario di uno).
A volte penso che Tu per me ci sia nelle parole che incontro. In quel mettere il pezzo giusto al momento giusto quando riesco a non chiedere e a lasciare che sia. Nelle persone che incontro, anche qui , su questo blog, estranei capaci di vedermi nuda più di occhi che si son posati sulla mia pelle, al momento giusto, quando è necessario e aiuta. Forse sei nel significato profondo delle cose che non vogliamo, che non capiamo, che non vogliamo capire. Sei l’invito ad accogliere e lo spazio e il tempo per trovare il nostro senso di quel che accade.

Strana mattina all’ufficio postale, quest’oggi. Tutto per pagare un bollettino postale di 25,00 euro.

Annunci

2 Pensieri su &Idquo;Per un pagare un c.c.p. di 25,00 euro.

  1. Ciao tesoro, letto tutto d’un fiato. Qua alle poste vendono anche libri e, aspettando di pagare un bollettino, sono riuscita a leggermi l’ultimo di Sepulveda… Parla di un gatto che diventa cieco e i suoi occhi sono quelli di un topolino. Un manifesto all’amicizia. Con anche pensieri profondi nella sua semplicità. Quel giorno ho avuto altri pensieri, legati a parole non sempre gentili che non vorresti sentire dalla bocca di persone alle quali vuoi bene. Mi è venuta un po’ di tristezza, che ancora si trascina. Ho avuto voglia anche io di un topolino al quale affidarmi ciecamente.

    Un abbraccio grande.

  2. I libri ci prendono per mano per accompagnarci la dove già siamo. Non tutti i libri…vero…ma per chi li sceglie così, un po’ ad istinto, un po’ a caso, spesso accade siano quelli ‘giusti’.
    ‘notte tesoro bello.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...