Una storia bella.

Vorrei raccontare una storia bella, di quelle che leggi e ti sembra subito di star bene. E poichè al momento di mio non ne ho, ne rubo una, vera, da un'amica:

"

venerdì, 02 luglio 2010

Ogni giorno in cui piego le ginocchia e mi metto in ascolto imparo qualcosa da un bambino.
Ho accettato un lavoretto più per riempire il tempo che per denaro, e mi son ritorvata con 10 bambini intorno che volevano imparare a far girare palline, cerchi, clavette e soprattutto diabli. Niente da fare, il diablo è peggio della patatina…tira da matti…;O)
Uno di loro aveva un monociclo più grande di lui, che cavalcava con semplice leggerezza.
A loro ho semplicemente raccontato cosa faccio quando indosso il naso rosso, ho fatto vedere loro qualche immagine, ma come potevo spiegar loro veramente cosa fosse, cosa provasse un clown dottore che incontra persone ammalate, anziane, disabili o in situazione di difficoltà?
Non potevo.
Non potevo non solamente perchè certe sensazioni non si possono incastrare tra le lettere che formano una parola; non potevo anche perchè lo avevo dimenticato. Da troppo tempo non mettevo piede in un ospedale, in una casa di riposo, in un centro per disabili, troppo impeganta ad organizzar formazione e a farmi piste mentali sui requisiti necessari per essere un buon dottor clown.
E così, non potendoglielo spiegare a parole, li ho presi, li ho colorati, gli ho messo un naso rosso addosso e abbiamo attraversato la strada.
Dall'altra parte un centinaio di anziani a cui stringere le mani, guardare negli occhi, raccontare barzellette.
Siamo partiti in fila indiana, ma è durata ben poco.
E' bastato dar loro la nota giusta, le parole del Cirillo: "Siate pieni. Siete pieni? Sì? bene! Siate come palloncini. Leggeri e colorati…passate come palloncini e attenti a non scoppiare! Sennò i nonni si spaventano!"
Da lì in poi poesia.
Ho visto mani bambine, bianche e lisce come gigli di campo, accarezzare mani giganti e ruvide, con molta più pelle di quella che sarebbe stata necessaria.
Li ho visti avvicinarsi senza timore, ascoltare storie di una Storia che pensavano esistesse solo nei libri di scuola.
Ho visto Aurora, 7 anni e un dente in meno, tenere una matassa di lana aggrovigliata mentre la signora Lina, 87 anni e diversi denti in meno, faceva su il gomitolo.
Ho visto Federico, 8 anni e le ginocchia pelate, con la mano sulla spalla della Signora Romana consigliarle una pomata per le gambe che è un portento.
Ho sentito con le mie orecchie Pablo, 7 anni e bello come il sole, presentarsi come il "Dottor Salsiccia…ma non si preoccupi non sono mica unto…"
Ho visto Giulia scapparmi in mezzo le gambe dicendomi " Non posso andar via, non ho ancora salutato la signora giù in fondo!"
Ho visto qualcuno guardare da lontano, intimorito dalla situazione nuova, o forse come me incantato nel sentire che il mondo gira ancora e gira dalla parte giusta.
Stasera poi gli stessi iccoli grandi clown dovevano andare in scena, salire su un palco col loro naso rosso e i loro attrezzi da giocoleria.
Sono stati splendidi.
Nella loro paura di sbagliare, di far brutta figura, nell'emozione di star dietro le quinte e sopra a un palco, sono stati splendidi.
E così ho riempito il cuore, ho fatto il pieno di loro.
Ho respirato meraviglia, e l'ho condivisa con i miei piccoli amici così infinitamente grandi, ringraziandoli per quello che sono stati, per quello che sono ogni giorno e per quello che domani saraano: palloncini leggeri e colorati, che camminano nel mondo stando attenti a non scoppiare.

GRAZIE ragazzi

 Postato da: annadalpan a 23:18

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