Mi sento fragile, un velo di carta sottile, alle motivazioni altrui. MI metto all’angolo da sola, nell’ascolto. Eppure realizzo lucidamente fuggevolezze  e condizionali, ma anche pur queste mi appaiono incomprensibilmente comprensibili e giuste. Ho mille passi che volgono verso di me, ma neppure un piede che sappia infine dare un calcione a quest’impalcatura che mi protegge e anche toglie l’aria. 
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