E’ un anno faticoso questo 2009. Iniziato male sin dal suo primissimo giorno e continuato peggio. L’esperienza in un campo tenda di sfollati abruzzesi, a due passi dalle macerie di un paese andato completamente distrutto, è stata una tappa d’arrivo. Là mi son fermata, necessariamente e fortunatamente dimentica di tutto e tutti. Il rientro alla vita di sempre, col passare dei giorni, è stato sempre più difficile. Mi sento ora come seduta sulla punta di una montagna, con la valle ai miei piedi e la vista acuta. Ma sulla punta della montagna sono sola e tutt’intorno è neve e ghiaccio.

Sono sconcertata, incazzata, rattristata. Da tanto. Infastidita. E stavolta non mi sposto in cerca del bello. Voglio assaporare tutto questo amaro, ghiacciarmi del ghiaccio intorno.

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9 Pensieri su &Idquo;

  1. Già…ti capisco bene…ho iniziato l’anno con un piede ingessato e i ladri in casa, proprio il giorno di capodanno, ma vicino alla persona che credevo fosse il “mio” amore. Ora sono sola e disoccupata. Direi che siamo a credito con chi organizza le cose, lassù…chiediamo un risarcimento, un’indennità…quanto meno una pausa. 🙂 Buon fine 2009.

  2. Lu’ in fondo le cose della vita girano per tutti in bene e in male. semplicemente…girano (anche le palle, è ovvio!).

    ora Pia mi auguro un autunno che non sia quantomeno peggio, so accontentarmi :).

    Anice…tu mi batti, ma non ho nessun premio tesoro ;-D, opto per la pausa, la sottoscrivo, inoltriamo domanda ai piani alti, chissà che non ci ascoltino!

  3. Se quel ghiaccio lo ascolti veramente, lo vivi con l’intera te, allora non ti ghiaccerà. E sarà il primo passo verso valle. Se invece questa pausa sarà passiva, diventerai piano piano sempre blu. Non salgo a prenderti. Ti aspetto quaggiù. Ma mando un bacio su ali d’aquila.
    anna

  4. Mi sei mancata e un pò mi manchi anche ora Un abbraccio dal tuo raggio di sole…lo sono ancora?beh tu sei sempre la mia meravigliosa goccia di rugiada

  5. Ricordo un pomeriggio passato seduto su uno spuntone sopra il Passo del San Gottardo, col mio cane seduto di fianco, a fissare il fondo valle, sentire il freddo penetrare nelle ossa, e respirare il vento. coi campanacci delle mucche a fare da sottofondo musicale.

    Un paio d’ore di pausa

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