Da qualche giorno mi pare di stare meglio. Di iniziare ad osservare da un’altra angolazione, che fa meno male, che è più vasta, che infine esula dai singoli fatti. Come volare e vedere dall’alto non solo la propria casa, ma anche il giardino, la strada che là conduce, il quartiere, la gente che cammina e si agita. E’ come se l’aver constatato che non ci possono essere risposte per tutto, non tutto è comprensibile, stia accedendo delle lucine nel buio che riguardano me, solo me, quella che sono e che sono stata. Addirittura me bambina. Sto ricordando frasi, immagini che non sapevo ci fossero.

Sto mettendo ordine. Concretamente. Al momento, in questo pomeriggio afoso, tento di levare del caos anche dal mio soggiorno, getto via carte e oggettini utili solo a raccogliere polvere. Tra i  libri un foglio scritto al pc, non ha data, non saprei a quando farlo risalire. Ma è così tanto ‘ora’…potrebbe esser scritto due mesi fa, con la testa di due mesi fa, con l’esperienza e la consapevolezza di due anni insieme a lui. E invece è di un bel po’ di tempo prima, prima che tante cose accadessero. Significa certo che ogni cosa è già dentro di noi. La trascrivo qui, per non perderla. Perchè inizio a pensare a me come a qualcosa di prezioso e questo scritto mi appartiene.

"Non ci sono parole per me. Non c’è tempo. Non ci sono io per te, pietra aggiunta di una composizione già affinata e collaudata della tua vita.

Eppure io sono qui, persona, carne e sangue, e non importa se amata o meno, vorrei esserci davvero solo così…carne e sangue…con l’attenzione del tuo sguardo si di me a chiedersi perchè…

Tu che più di ogni altro hai avuto tra le mani tanto di me…Non c’è nessuno, uomo o donna, che abbia in sè tanto di me. Ho sparso pezzetti, un po’ all’uno e un po’ all’altro, tanto che per raccontare di me compiutamente bisognerebbe mettere insieme un po’ di teste. Ti ho raccontato la mia vita, miserie e bellezze, hai vissuto le mie gelide difese e il mio struggente amore per te. Mi sono messa davanti a te senza nascondere neppure un’ombra di pensiero, in un vano tentativo di mostrarmi con meno fronzoli possibili, così che tu potessi scegliere me se era ME che volevi. Ma tu prendi solo quel che di me ti piace  o comprendi, il resto lo lasci in quarantena, al vaglio. E non ti dai, non ti dai. Fai un passo solo se sei certo di dove poggerai il piede. E anche oggi, da ieri notte, non un pensiero di tenerezza per me, una carezza, una parola che sia segno della tua presenza. Perchè certo avrai altro da fare. Perchè certo forse aspetti di sentire me e valutarmi l’umore prima di esporti anche solo con un sms. Perchè avrai i tuoi buoni motivi. Perchè alla fine se non ti fidi di me, non è certo una colpa. Perchè se il tuo amore è meno forte delle tue paure, è normale e giusto che sia così. Perchè anch’io al tuo posto ascolterei il mio istinto se questo urlasse più forte del mio cuore.

Penso che resterò zitta. Almeno per un po’. Perchè forse ho parlato troppo e a te le mie sembrano solo parole. Perchè se così non fosse, almeno qualche volta mi avresti risposto, ti si sarebbe mosso qualcosa dentro e non ti avrebbe lasciato la sensazione di un buon componimento del quale dire "è molto bello" e basta.

E allora rimango così. QUieta. Ad ascoltare il silenzio. Che a volte risponde più della voce alle nostre irrisolte domande.

Se vorrai trovarmi, per davvero, cercami dentro di te.

(ps:e questa lettera è davvero una bolla di sapone, che nasce e muore qui, che non vuole risposte ne accenni, che è stata soffiata verso il cielo per tentare di volare.)"

Ragazzi che tenerezza mi faccio….se avessero scritto una così così a me sarei scappata a gambe levate! Quante attese…

Ma sono io. E va bene così. 😉

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7 Pensieri su &Idquo;

  1. Plil…più o meno quello che ho sentito durante i due anni di vita insieme a lui.
    Coincide anche il tempo. Curioso ‘sto fatto. 🙂 Scrivevo le mie sensazioni su un’agenda, poi, per Natale, stanca del ripetersi delle incomprensioni, delle disattenzioni, della mancanza di fiducia, ho bruciato le pagine scritte nel fuoco del camino…una sorta di magia bianca. Per un po’ è andata bene, sembrava tornata l’armonia, tornate le emozioni di un tempo, un piccolo miracolo..ma la magia è durata, poco, un paio di mesi e tutto era come prima. In certi casi, meglio rileggere come stai facendo tu, piuttosto che fare tabula rasa delle esperienze vissute. Se mi lasci ti cancello non funziona, è praticamente impossibile, anche se mi farebbe vivere meglio.

  2. Plil…più o meno quello che ho sentito durante i due anni di vita insieme a lui.
    Coincide anche il tempo. Curioso ‘sto fatto. 🙂 Scrivevo le mie sensazioni su un’agenda, poi, per Natale, stanca del ripetersi delle incomprensioni, delle disattenzioni, della mancanza di fiducia, ho bruciato le pagine scritte nel fuoco del camino…una sorta di magia bianca. Per un po’ è andata bene, sembrava tornata l’armonia, tornate le emozioni di un tempo, un piccolo miracolo..ma la magia è durata, poco, un paio di mesi e tutto era come prima. In certi casi, meglio rileggere come stai facendo tu, piuttosto che fare tabula rasa delle esperienze vissute. Se mi lasci ti cancello non funziona, è praticamente impossibile, anche se mi farebbe vivere meglio.

  3. Quante energie dietro a storie improbabili…a volte vorrei ritornare indietro e capire da che parte mi è arrivato l’insegnamento che amore=tensione emotiva, fatica…non si può!!
    Oggi la mia storia sarebbe diversa: sarebbe forse finita molto prima ( i problemi son stati gli stessi sin dal primissimo mese) oppure sarebbe cresciuta.
    Perchè così debole io, noi, tanti? Non lo so. Ma ne prendo atto.
    Leggo un libro: “DOnne che amano troppo”. E il troppo non è nel senso di tanto….ma di sbagliato. Ahimè…se non nei fatti, mi ci ritrovo moltissimo.
    Ci sarà un perchè se quando incontro persone che sembrano adorarmi mi viene da scappare e quando mi si tiene ad un passo di distanza, mi perdo senza limiti.

    (intanto dopo aver fatto questa constatazione tra me e me medesima…cambia il mio modo di fare anche con la gente intorno, anche con gli amici. Cerco la gentilezza e la riconosco a chi mi la riserva. Piccolo passo.

    ps: scusa non avevo visto la tua domanda: vivo a Sassari, nord dell’isola. 🙂

  4. Saresti scappata? non credo…. cavolo Lì quanto ci si ritrova nelle tue parole, quanta struggente amore trovi tra le righe, e quanta consapevolezza di quello che si è. Il rapporto di coppia mi pare un palazzo di cento piani con due ascensori, l’uomo ne prende uno e la donna l’altro, purtroppo non sempre si scende allo stesso piano e per quanto ci si cerchi poi, a volte non ci si ritrova. Abbacio

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