C'è anche..

Pensavo di aver imparato a prendere un dolore e metterlo via. A tenerlo muto nella pancia così che non potesse fare male nè a me nè a nessuno.

"Nel Grembo umido, scuro del tempio,
l’ombra era fredda, gonfia d’incenso;
l’angelo scese, come ogni sera,
ad insegnarmi una nuova preghiera:
poi, d’improvviso, mi sciolse le mani
e le mie braccia divennero ali,
quando mi chiese – Conosci l’estate
io, per un giorno, per un momento,
corsi a vedere il colore del vento.

Per un attimo, sfiorandoti, ho volato. Riconoscendoti, per un attimo, ho abbracciato l’infinito.

Volammo davvero sopra le case,
oltre i cancelli, gli orti, le strade,
poi scivolammo tra valli fiorite
dove all’ulivo si abbraccia la vite"

Ho toccato il sogno mio più grande con un dito.

Le ombre lunghe dei sacerdoti
costrinsero il sogno in un cerchio di voci.
Con le ali di prima pensai di scappare
ma il braccio era nudo e non seppe volare:
poi vidi l’angelo mutarsi in cometa
e i volti severi divennero pietra,
le loro braccia profili di rami,
nei gesti immobili d’un altra vita,
foglie le mani, spine le dita.

Poi le parole di una canzone. Una fottutissima e incantata canzone. E all’apparente semplice emozione segnata dal solo luccicare di una lacrima, tutto dentro straripa, squarcia e dilania. E vorrei urlare, urlare e ancora urlare. 

Voci di strada, rumori di gente,
mi rubarono al sogno per ridarmi al presente.
Sbiadì l’immagine, stinse il colore,
ma l’eco lontana di brevi parole
ripeteva d’un angelo la strana preghiera
dove forse era sogno ma sonno non era

Urlare. Urlare e ancora urlare.

Ma la paura dalle labbra
si raccolse negli occhi
semichiusi nel gesto
d’una quiete apparente
che si consuma nell’attesa
d’uno sguardo indulgente.

Amore. Amore. Amore.

Per me sei figlio, vita morente,
ti portò cieco questo mio ventre,
come nel grembo, e adesso in croce,
ti chiama amore questa mia voce.

Parole confuse nella mia mente,
svanite in un sogno, ma impresse nel ventre.

Figlio mio..

E la parola ormai sfinita
si sciolse in pianto.

(testi di De Andrè da "Il sogno di Maria" e "Tre madri". Il dolore è il mio.)

 

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8 Pensieri su &Idquo;C'è anche..

  1. Non è giusto buttare così apertamente un proprio dolore…mi rendo conto…ma so che a leggere siete in pochi e amici.
    è così. e anche basta scusarmi sempre.
    un bacio Lu’.

  2. quel dolore, per chi lo ha passato, è immenso. Non importa se per scelta o per destino. Non importa se voluto o no. Segna. Segna la vita per sempre. Un abbraccio grandissimo. :-*

  3. Ho ascoltato questi testi in una occasione molto particolare. Li ho ri_ascoltati per due sere di seguito interpretati da una splendida Antonella Ruggero. Come dire: prendi un coltello e rigiratelo nella ferita….facendo finta di niente, please! Grazie a Dio…ora va meglio. Ve lo dico amici: quando qualcosa vi fa male, attendete un attimo per recuperare forze e poi..tuffatevici dentro. Non lasciate che si oscuri, che vi sfugga. POi sarete più leggeri. e forse più forti. certo più obiettivi.

    vi abbraccio con infinita gratitudine.

    e volto pagina. 🙂

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