Ci vuole proprio un titolo?

Rimango a guardare il bianco di questo spazio. Tanto da buttare fuori. E potrei parlare di questo tanto in modo anche diametralemente opposto, dipende solo da quale punto parto per l’osservazione. Solo che scrivo, riscrivo e cancello. Perchè non ho mai fatti da raccontare. Questo è il punto. In me i fatti sono spunti, a volte neppure d’inizio, certo non di fine. Sono il punto e la virgola delle mie frasi. Sono le linee del pentagramma della mia musica.  

Chiudo gli occhi, azzardo e dico: non sto bene. E già mi sento in colpa. Perchè accanto a qualche preoccupazione ci sono persone che mi vogliono un gran bene o mi stimano, che mi aiutano ed incoraggiano. E ci sono anche tutta una serie di casualità che sembrano preordinate per farmi convincere che una divina Provvidenza esiste. Perchè sono fortunata nella vita e l’ho sempre saputo. Ma lo ripeto ancora una volta e poi basta: non sto bene. E non so parlarne, perchè per una volta nella vita non ne ho voglia. Si può? Credo di sì. Anzi direi che non ho proprio voglia di pensarci. Non sto bene (ecco, ancora, ma poi basta sul serio), ne prendo atto come quando mi cade un bicchiere e va in frantumi. Rotto. Punto. Raccolgo i cocci, li butto via, e vado avanti.

Finisce che mi libero delle attese. Pare che così funzioni meglio.

 

 

 

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25 Pensieri su &Idquo;Ci vuole proprio un titolo?

  1. Puoi non dirlo…
    ….in effetti l’hai urlato…
    Ci si sente in colpa perchè non ti piace che chi sta vicino a te si senta inadeguato…ti senti in colpa perchè dicendolo pensi di fare torti…ma non è così…perchè esula dall’avere, dalla fortuna o dal destino…quel velo…quella cosa che ti strizza…quella insoddisfazione latente…quella che non ti molla mai.
    L’importante è guardarla in faccia e sputarle in un occhio, ogni tanto 🙂

    Funzionano meglio per un pò…poi riapre l’occhio orbo e ti riacciuffa 🙂

    ..e non parlarne se non ti va…e continua a non scriverne se non ti va…faremo finta di non aver visto 🙂

    Un abbraccio avvolgente :*

  2. Boh gocciolina bella…quando ho letto il tuo post mi è subito saltato alla mente questo pezzetto di discorso di un signore che di cocci di bicchieri ne ha raccolti un bel po’…e allora te lo riporto, senza pretese…perchè credo che ognuno abbia il diritto di non star bene a volte, ma ha anche il diritto e il dovere (verso se stesso) di capire il perchè. Ti abbraccio forte Lì.
    annapan

    “La nostra paura più profonda non è quella di essere inadeguati.
    La nostra paura più grande è che noi siamo potenti al di là di ogni misura.
    E’ la nostra luce, non il nostro buio ciò che ci spaventa.
    Ci domandiamo: “Chi sono io per essere brillante, magnifico, pieno di talento, favoloso?”.
    In realtà, chi sei tu per non esserlo? Tu sei un figlio dell’Universo.
    Il tuo giocare a sminuirti non serve al mondo.
    Non c’è nulla di illuminato nel rimpicciolirsi in modo che gli
    altri non si sentano insicuri intorno a noi.
    Noi siamo fatti per risplendere come fanno i bambini.
    Noi siamo fatti per rendere manifesta la gloria dell’universo che è in noi : non solo in alcuni di noi, è in ognuno di noi.
    E quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, noi, inconsciamente, diamo alle altre persone
    il permesso di fare la stessa cosa.
    Quando ci liberiamo dalle nostre paure, la nostra presenza automaticamente libera gli altri.”

    (Nelson Mandela)

  3. E’ così quero, a me pare di far dei torti. Ma ci sarà pure il diritto alla propria tristezza, oltre che alla propria felicità? Si può almeno un po’ prendersi cura di sè stessi e non solo pensare sempre agli altri? Forse si.
    (il tuo abbraccio mi è arrivato, l’ho sentito tutto) :-*

    Annuccia mia…ok…prendo e porto a casa.C’è qualcosa che mi ritorna costante nella vita in queste parole (bellissime e lucide).
    Ma non sto meglio o peggio di altri momenti, solo che mi va di prendermi così come viene.
    ( e a proposito di provvidenza….benedetto quel giorno che mentre io me la cenavo tranquilla, tu pensavi a prenotarmi a tutti i costi il corso al Meyer! Stasera inizio a fare la valigia!) :-**

    Ancora Quero…quel pezzetto di pane dell’Anna ne sa una più del diavolo qando c’è da tirare le orecchie! ;))

  4. E dove lo mettiamo il fatto che “gli altri” dovrebbero prendersi un po’ cura di te come tu fai con loro??

    Si dice che chi semina vento raccoglie tempesta, ma tu che semini tanto bene dovresti raccogliere manna a piene mani!

    🙂

  5. Il tuo non star bene dolce Lì e solo dovuto a mio parere al fatto che non sai mai cosa vuol dire accontentarti e che vedi oltre l’immagine che si forma sulla tua retina, vedi ciò che è attraverso gli occhi del cuore… ti abbacio leggermente chè ora di leggerezza forse hai bisogno.
    PS: non mi hai detto che vai a fare un corso al Meyer…. cattiva cattiva ;o)))

  6. Lu’ per il corso devo ringraziare gli amici bellunesi che mi ci hanno iscritto a forza e ho avuto la conferma della disponibilità del posto solo dieci giorni fa! Auff…sai che non ci avevo pensato che poteva esser occasione per unirti a noi?Mannaggia la testa :((.
    E fare un tentativo in extremis? magari qualche altro posto si è liberato, dai!

    Quero e Nick: ricevo tanto, tantissimo. E mai come in questo periodo. Ma non basta, è vero. Credo questa volta di aver bisogno di ricevere da me stessa, di smettere di rincorrere le cose. E smettere anche di litigare con le parti contrastastanti di me, di volermi cambiare. Amarsi un po’….è possibile no? 😉
    Vi sbaciucchio tanto!

  7. Tu non sai quante volte ci sbatto le corna su cose così…
    Quante volte sento di dover fare… dire… baciare… lettera… testamento… e quante volte mi trovo incartato… senza quasi riuscire a muovere nervo…
    Come se fosse tutto finalizzato…
    Come se quella finalizzazione fosse unica ragione di vita…
    Come se la strada per non servisse a nulla…
    Come se non ci fossero panorami sul cammino verso la meta…

  8. ..il bianco è bello. Nel bianco ci si perde, perchè lo s’immagina senza confine. Il nero lo si teme, perchè fa perdere la cognizione in ogni ì dove.

    Non aver parole è una sensazione comune.. il pensare che le nostre casualità siano un progetto un strutturato, un pò meno.
    Non credi di aver fatto nulla tu per meritarti questa bonaccia che ti ha accompagnato fino ad ora?
    Non ringraziare solo e soltanto gli altri, fallo anche a te stessa.

    ..il malumore nato dall’insoddisfazione è un bel rompicapo. Poichè prima che si riesce a giungere alla conclusione ci vuole.. una sonora “botta di culo” (passami il termine volgarotto :D).
    Non ci sono “ma” “se” “però” “forse”.. ci siamo solo noi e il nostro agire, e quello degli altri.
    Che fare?

    Una presa di posizione.. forse ecco cosa ci vuole. 🙂

    Un abbraccio..

  9. Ripensando a quanto detto mi è venuta in mente questo pezzo di canzone che…. già già già…:
    E non è rosa che cerchiamo non è rosa
    e non è rosa o denaro e non è rosa
    e non è amore o fortuna
    e non è amore
    che la fortuna è appesa al cielo
    e non è amore
    Chi si guarda nel cuore
    sa bene quello che vuole
    e prende quello che c’è

    un bacio grande

  10. nessun titolo.
    nessun senso di colpa a dire che non si sta bene, non si aizza contro la sorte. Non è colpa di nessuno. Nessuno può farci niente. Solo assumersi a piccole dosi. Ci si abitua a tutto.
    Ti bacio forte e ti sento vicina sempre

  11. Ti è già stato detto molto e non aggiungo altro se non di vivere anche i non sto bene, perchè è attraverso i momenti di deserto che ci si conosce, ed avviene una cosa stupenda: l’amore a se stessi e a quanto ci circonda, non per un ricavo personale ma per l’esistenza stessa.

    Un abbraccio
    Black

  12. Ehi…se dovessi fermarmi a ‘guardarmi’ attraverso i vostri commenti inizierei a darmi tante di quelle arie da far prendere il raffreddore a tutti quelli che passano qui! ;-D

    Grazie…ok? Grazie davvero (ma quanto mi siete diventati bbbuoni???).

    baci strabaciati :))

  13. non me lo so spiegare…
    ma i nostri pensieri sembrano andare completamente in sintonia 🙂

    sì, liberati delle attese, perchè poi la vita va meglio. ma se le attese fanno parte di te, come credo, avrai comunque perso qualcosa.

    non stai bene. puoi dirlo, puoi urlarlo. non importa in quanti vogliano che tu stia bene, questo dipende solo da te, dal tuo carattere, dal tuo sentirti o non sentirti in sintonia con te stessa.
    sono le sensazioni più strane, queste che ti fanno sentir male senza una ragione.
    ti bacio, passerà. forse è già passato 🙂

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