A pranzo con il gatto.

La prima cosa è il senso di vertigine nel ritrovarmi accanto a te. Quella sensazione di forza, di roccia, di sicurezza mi fa girare la testa. Non ero preparata a questo. Inizio mentalmente a detestarmi, non era il momento giusto, non sono abbastanza forte. Salgo nella tua auto che mi sento un moscerino. Poi respiro forte. Hai il viso tirato. Il cellulare ti trema tra le mani mentre rispondi ad una chiamata. Ok. Devo andare oltre. Oltre.

"E forse è per vendetta
e forse è per paura
o solo per pazzia
ma da sempre
tu sei quella che paga di più
se vuoi volare ti tirano giù
e se comincia la caccia alla streghe
la strega sei tu

E insegui sogni da bambina
e chiedi amore e sei sincera
non fai magie, ne trucchi, ma
nessuno ormai ci crederà

C’è chi ti urla che sei bella
che sei una fata, sei una stella
poi ti fa schiava, però no
chiamarlo amore non si può

C’è chi ti esalta, chi ti adula
c’è chi ti espone anche in vetrina
si dice amore, però no
chiamarlo amore non si può"

Siamo in auto, quattro ore di parole dopo oltre due anni di silenzio, e salta fuori Bennato. La canticchi poi mi guardi e dici: "Non ti immedesimare, non pensavo a te cantandola." Mi vien da ridere. Sei tu evidentemente che mi hai identificato e te lo dico.

Vedi cara, certe crisi son soltanto
segno di qualcosa dentro che sta urlando per uscire.
Vedi cara certi giorni sono un anno,
certe frasi sono un niente che non serve più sentire.
Vedi cara le stagioni ed i sorrisi
son denari che van spesi con dovuta proprietà.
Vedi cara è difficile a spiegare,
è difficile capire se non hai capito già…

La musica cambia. L’avessimo scelta, non avremmo potuto far di meglio. Guccini non lo fai andar avanti tutto, con uno scatto mandi avanti il cd. A tavola, dopo una marea di menate, di racconti di donne, viaggi, accuse, finta indifferenza, ad un certo punto ti eri fatto serissimo "Sei di cristallo, questo di te non l’hai mai capito abbastanza". Così mi hai detto. Mi ritorna in mente mentre rientriamo. Davanti a noi una schiacciasassi. E’ stato faticoso questo pranzo tra noi, una lotta quasi. Hai giocato un po’ come il gatto farebbe con il topo. Ok, mi sta bene e te lo dico. Shignazzi. Hai un cervelletto per niente di cazzo. In fondo fu quello a fulminarmi e farmi decidere di sposarti dopo neppure tre mesi. "Se io ti dicessi che ti perdono, tu non potresti mai amare nessun altro per davvero, perchè continueresti ad idealizzarmi e nessuno reggerebbe il confronto." Ti sibilo uno "Stronzo!". E finalmente ridiamo. In 12 anni di vita insieme non avevo mai usato un termine del genere per te. "Sono innamorata." I tuoi occhi azzurri mi fissano: "E’ per questo che hai voluto vedermi?". Porca miseria, mi fai sentire nuda, non ci avevo pensato! "No…anzi si, forse si. Non ti voglio nel mio presente, non voglio far carico di te questo amore. Voglio il mio passato e lo voglio così come è stato, me lo devi restituire, non lo puoi mettere sotto un sasso e far finta che non sia stato…".

Rientriamo in città che cantiamo "Luna". Scendo dall’auto e tu: "Lilliana se non stai bene, se non sei serena, significa che non è la cosa giusta per te." M’incupisco un attimo. E’ vero, a volte non sono serena. Ma è solo un attimo. "Vaffanculo!" e te lo dico ridendo. E anche questo non te l’avevo mai detto. Sono sempre un moscerino, ma non mi da fastidio. Va bene così.

Mi dirigo alla mia auto, mi volto e vedo che sorridi anche tu.

Piccole donne crescono.  E, spero, anche i piccoli uomini.

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4 Pensieri su &Idquo;A pranzo con il gatto.

  1. Lascia che scorra tutto… il moscerino non sei tu, puoi essere fragile, puoi sentirti di cristallo, ma hai sempre più forza di altri e con questo parlo degli uomini che spesso non riescono a vedere oltre e che non ascoltano.

    un abbraccio :-**

  2. Oldie…oggi sì. Oggi mi rendo conto. 🙂

    Ale… ho passato una notte insonne e sai che ho concluso? Che non sono affatto di cristallo…o mi sarei sgretolata mille volte ad oggi!! Però ti dirò…è stato un incontro importante.Ho trovato un uomo a tavola con me. Stronzo e presentuoso. Ma un uomo. Adulto e consapevole. E questa cosa mi ha fatto star bene.
    (ps: oggi…oggi sarebbero stati 16 anni. Ieri mi son recuperata i mie dieci di felicità.)

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