Questa notte.

E’ notte inoltrata e poco quieta. Guido senza decidere e arrivo sin lì. Parcheggio e mi guardo in giro. Tutto pare tranquillo sulla rotonda poca frequentata ma ben illuminata. In lontananza arriva portata dal vento della musica latina da un locale poco distante. Al diavolo la sicurezza! Scendo dall’auto, ficco le mani nelle tasche dei jeans e lentamente mi avvio sulla spiaggia sino ad arrivare sulla riva. Il mare al solo primo sguardo, m’inghiotte. Ha piccole e sottili creste bianche nelle onde che si allungano disordinatamente sulla sabbia. MI siedo e mi scopro a tremare. Forse il fresco che attraversa la camicia sottile. Forse. Tiro il naso in sù, con la nuca che tocca la schiena, come facevo da bambina, per guardare il cielo….è immenso, con la luna che affiora da nubi leggere illuminando quest’ora che vorrei lieve. Lo sguardo ritorna al mare. Quante volte son stata definita ‘mare’…curioso perchè mi sento più polvere, piccola e rossa, quella dei sentieri costieri e odorosi della mia isola. Però al mare mi confido e affido i miei momenti più densi, i pensieri più aggrovigliati, le inquietudini senza apparente senso. Lui, amico, li prende con noncuranza, li porta via come fossero granelli di sabbia, li fa danzare tra le onde, a volte li ributta sulla riva senza cura, delle altre li tiene con sè. Tutto mi pare riprendere giusta dimensione ed equilibrio quando mi rapporto al mare ed al suo moto continuo…instancabile. Vorrei liberare la mente, respiro come ho imparato, di pancia, profondamente. Vedo immagini, visi, parole scritte nell’aria. C’è mia mamma, che invecchia, con la borsa da due soldi, che vuole a tutti i costi un bel bracciale per il figlio della nipote. Unico esempio da me conosciuto di chi spende quel poco che ha sempre per gli altri e mai per sè. C’è l’amica di sempre, quella con la quale non hai mai tante parole da usare per spiegarti, che chiama per proporti un nuovo lavoretto. Ci sono i miei clown, questa sera alla prima riunione dopo le vacanze, che mi attendono affettuosi. Il responsabile dell’oratorio che ci ospita, che mi tiene venti minuti per snocciolarmi i problemi del quartiere. Ma ci sono anche visi e suoni e gesti colti senza coscienza al centro commerciale; qui, ora, nella quiete di una notte al mare, sembrano stonare anche solo nel pensiero….quanta gente…dove corre, perchè si agita? Con quei carrelli stra_pieni e l’espressione stranita. Penso ad amici preziosi, vicini e lontani. A letture di donne fatte oggi sui blog che mi legano ad ammirazione. A fastidi e dolori. A risate improvvise. Amori finiti, mutati. Ricordo un sms con il quale iniziò una storia per me molto importante, inviatomi sempre da questa spiaggia, sempre definendomi mare. Ci sono preoccupazioni, lavoro, salute, famiglia. C’è quest’amore che ho dentro che mi fa sentire piccola e inadeguata per contenerlo.

C’è questo e tanto altro in questa notte, con negli occhi questo mare, sotto questo cielo. Tutto e tutti mi danzano nella testa, nel cuore.

Li lascio lì.  

Respiro ancora e prendo a camminare lungo la battigia. Mi rendo conto di non tremare più. Non dipende tutto da me, mi dico. O almeno dipende da me nella stessa misura in cui dipende dagli altri. Nel bene e nel male. Mi vengono in mente le parole usate poche ore prime in riunione per spiegare il senso di un gioco di fiducia: non importa il raggiungimento dell’obiettivo, ma la cura e l’attenzione riposte per raggiungerlo.

Cammino ancora, poi ritorno sui mie passi. Osservo le impronte lasciate. Sono leggere, come di chi vorrebbe non lasciare traccia. Sono sola su questa riva schiumosa. "Sola come un gambo di sedano" direbbe la Littizzetto. Vedo nell’oscurità i contorni di un essere a torso nudo che si dirige lento verso di me, con una bibita, credo, in mano. Normale attirare l’attenzione in jeans, camicia bianca e capelli scompigliati, sola al mare. Mi muovo di scatto, veloce. Mi piaceva la mia solitudine, il silenzio, la mia non voce. Ho sempre così tanto da dover spiegare (mi pare un dovere, un rispetto più che diritto) che vorrei tanto esser muta. Non voglio neppure sentirmi aprire bocca per un ‘girare al largo, grazie’. Muta e scostante volto le spalle e vado via.

Ho bisogno di Me.

ps: scusate non rileggo. Rivedrò domani.

 

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19 Pensieri su &Idquo;Questa notte.

  1. Per caso molto per caso sono passato di qui, il mare, giornate intere a fissare l’orizzonte li dove i sogni si perdono e prendono vita, lì dove ognuno di noi sogna, desidera, soffre. Momenti passati da soli, con noi stessi ed il ns……..io.
    Questo blog sà di sale.
    E.T.

  2. Leggere parole che descrivono, che ti descrivono. Sei come una dolce polvere azzurra, il rosso ti farebbe apparire infiammata, invece tu sei pacata, tu sei soave, flebile come una nota di flauto di traverso, e meriti di esser tinta con lo stesso colore del cielo quando danza coi raggi radiosi del sole.
    Essere soli, non saper distinguere altro che il silenzio delle proprie labbra e il rumore del movimento del mare, questo è ciò a cui tanti, a volte anche inconsciamente, aspirerebbero. Perchè avere anche un solo momento senza strani tuberi bitorzoluti con birre in mano, lo si deve talvolta pretendere col sorriso in viso.

    Ma ora ti lascio.. ti lascio alla tua riflessione, al tuo silenzio, a quella tua danza insieme a tutti i ricordi che hai racchiusi nel cuore e nella mente. Perchè solo tu puoi comprendere ora come siano facili ed ardui quei passi di quello strano ballo che si chiama “Vivere” sulla tua pista, coi tuoi ballerini.

    Un caldo abbraccio..

  3. so di cosa parli! mi ritrovo nelle tue parole nei tuoi silenzi nel tuo sguardo nei tuoi passi e avrei scelto lo stesso posto per vivere un po’ di me per ascoltarmi distendermi eh si mi sarebbe piaciuta quella passeggiata grazie per averla condivisa anche con me e’ stato come eeserci davvero li con te a respirare quel mare che fa parte di noi ti abbraccio con l’affetto che sai e di piu’ ancora ciao goccia bella

  4. No.. non le cambiare queste righe, chè son belle così!
    Un abbraccio Pli 🙂
    In quei ritagli di tempo che sembrano quasi sospesi nel tempo è importante curare il nostro essere che ci chiama.
    :-*

  5. Niente male. Proprio niente per iniziare il nuovo anno, vecchia amica dalle scarpe lunghe ed il cuore d’acqua.

    Ed il respiro di pancia. Come quello del grande padre mare.

    m

  6. Intanto grazie a tutti 🙂 e poi scusate, ma mi è saltata la adsl al lavoro e collegarmi con il portatile e un cell non è affatto agevole!

    **QUERO sei troppo cara…grazie, ho capito che capisci 🙂
    **NICK nel senso che graffio perchè sono pesante???uffi!! (ti voglio bene…)
    **MILIT ok, mi avete convinto, non correggo! Smack (ma sarai già in vacanza!)
    **ALE protese a tentare di capire gli altri e a difendersi…ci si smarrisce un po’. Ma niente è perso. Respiro profondo. Ti prendo per mano e passeggiamo insieme sulla riva. Quando vuoi…io ci sono. TI abbraccio forte. 🙂
    **A.A.A. …e a raccontarlo forse ci si sente anche un po’ idioti, vero? Mi son riletta….mah…forse si, so di sale anch’io come questo blog. Sale marino, naturale però :))
    **PRALINIX queste tue trasformazioni mi fanno morire dal ridere!! Pralinix transformescion ;-D
    **ROS mah…soave non direi e neppure lo direbbe chi ben mi conosce, però mi coccolo sulle tue parole, che delle volte si ha proprio solo desiderio di questo :)). Poi si, è come dici…vivere è una danza dai passi facili e ardui insieme…pur sempre una danza, e di quelle che ti prendono il respiro. Sei una dolcezza…lo sai? Notte bella Ros 🙂
    **FIORE e no, eh….detto da te mi imbarazza :-**
    **RAGGIO DI SOLE impossibile trovarmi lì e non pensare che ci saresti stata bene (e anche male!) pure tu. Ti abbraccio sorella luminosa ;-**
    **BLACK …arrivata. Con la tua solita delicatezza. :))
    **PAM …il mio non solo chiama, ma tira anche calci e strattona! Tipo una clausola di salvaguardia, un beep che segnala i deragliamenti ;)).
    TI sbaciucchio Apina bzzzz…
    **OLDIE non si fa così! Questa frase la uso anch’io!!! ;))) (ti apetto eheeh!)
    **M forse sei M che penso….e sarebbe niente male fosse proprio così. Respiro 🙂

  7. mare…il tuo post mi ha ispirato molti pensieri. e la tua libertà di poter cercare la solitudine davanti a questo gigante addormentato mi commuove, mi ricorda quando anch’io, in una casetta sullo ionio, attraversavo le dune per trovare un posto silenzioso, isolato.
    figlia del mare, quante cose scopro abbiamo in comune 🙂

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